| Etologia musicale |
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Superando la visione romantica, la musica non è altro che un pensiero
visivo-concettuale che crea e manipola figure capaci di interagire con
la mente e con il corpo, giocando con le nostre percezioni.L’etologia musicale, allora, concentra la sua attenzione sul gesto come generatore di suoni poi trasformati - in un secondo momento e in alcune culture - in super-stimoli artificiali: la musica è il sonoro di un’azione invisibile e l’attitudine principale del compositore è quella di mentire coscientemente per catturare la sua preda. Anche se la musica fornisce delle informazioni istintuali, il fattore sociologico, però, prevale alla fine su quello fisio-psicologico.
Le categorie analitico-descrittive dell’etologia musicale sono diverse da quelle dell’estetica musicale tradizionale ed hanno come punto di partenza il Mutter-ton. Poiché l’assemblaggio di tali categorie varia da cultura a cultura, varierà pure il concetto di musica d’arte. Per l’etologia musicale, inoltre, l’arte non è dominio esclusivo dell’uomo ma trova il suo germe nella Funktionslust, sganciata, poi, da un reale bisogno fisiologico. Riconnettendosi, infine, all’estetica di Hanslick, l’etologia musicale mostra di esserne un ammodernamento che - rispetto al modello - non esclude le valenze terapeutiche della musica e afferma il valore didattico di un’arte che deve farsi servizio culturale per essere partecipe della crescita di una comunità. |
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