| La musica nella grecia antica |
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Fra gli strumenti adoperati vi erano: il phorminx (la più antica lira greca: prima a 4-5 corde, poi anche a 7), la kithara (a 7 poi a 12 corde, così grossa da essere sostenuta con una cinghia), la lyra (un guscio di tartaruga con 7 corde), l’arpa, il liuto, l’aulòs (un antichissimo parente dell’oboe), la siringa (il flauto di Pan), crotali e cimbali.
Tra i 40 frammenti musicali sopravvissuti troviamo: un frammento di Euripide (su papiro), 2 inni ad Apollo (scolpiti sulla parete di un tempio), l’epitaffio di Sicilo (trovato sopra una colonna funebre).(1) Il sistema musicale usato dai Greci è in costante evoluzione ma dal VI sec. a. C. viene impiegata una notazione alfabetica sia per la musica vocale che per quella strumentale: vocali e consonanti (che indicano, ciascuna, un’altezza ben precisa da intonare) vengono poste sopra il testo da cantare o accompagnare con uno strumento. Il ritmo viene tratto dal metro usato nel testo. Come? La metrica greca, al contrario di quella italiana, è una metrica quantitativa che presenta sillabe brevi e sillabe lunghe (e solo su queste ultime si può porre l’accento): dalla diversa alternanza di brevi e lunghe - e quindi dalla diversa posizione dell’accento - nascono ritmi binari, ternari o quaternari proprio come nella musica odierna. L’elemento fondamentale del sistema greco è la quarta discendente (quattro note: - per esempio - mi, re, do, si) o tetracordo (il quale è anche il nome delle 4 corde più antiche del phorminx). Due tetracordi uniti (es.: mi-re-do-si + la-sol-fa-mi) formano l’ottava (detta anche armonia). I greci distinguevano tre tipi di tetracordo (dorico, frigio e lidio) - per le differenti posizioni di tono (distanza grande) e semitono (distanza piccola) tra le corde - e 7 diverse specie di ottava o armonia: dorica, frigia, lidia, misolidia, ipermisolidia, eolia e ionia. Vi erano inoltre tre generi di tetracordo che si distinguevano dall’accordatura: diatonico (con due toni e un solo semitono al suo interno), cromatico (due semitoni e un tono e mezzo), enarmonico (due toni e due quarti di tono). (1) (Tutte pubblicate e trascritte nel nostro volume P. E. Caprapezza: Antiche musiche elleniche . nota dell'editore) |
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